Coltivare la gentilezza nei modi, nei gesti e nelle parole è segno di rispetto di sé e dell’altro.
É gratuita, fa bene a chi la esprime e a chi la riceve. Soprattutto è contagiosa.
L’eleganza del gesto gentile esprime uno stato d’animo, una visione del mondo, un modo di essere amorevoli con sé stessi e gli altri.
Il garbo nella parola è segno di educazione che riflette un sentire profondo e un pensiero equilibrato.
Essere gentili addolcisce il cuore proprio e altrui e permette l’incontro.
Ricevere una gentilezza e come ricevere una carezza che fa bene all’ anima.
Il gentiluomo/ gentildonna è l’uomo/donna che ha nobiltà nelle intenzioni, parole, gesti.
Educare i bambini alla gentilezza è permettere loro di diventare adulti amorevoli.
Vissuta nel quotidiano diventa uno stile di vita e un antidoto alla violenza.
Ogni gentilezza è un regalo che si riceve e si dà e nello scambio si diventa migliori.