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La vera Intimità è silenzio.

L’Intimità è segreto in sé stessi, profondità. Abisso dell’anima.

L’Intimità non è confidenza che è altra cosa.

Intimo è l’amore privo di parole, manifestazioni. L’intimità include ed esclude.

Intimo è il feto con la madre, è sicurezza di essere nell’ altro. Da adulti è il ritornare ad essere nell’ altro nella con-fusione del piacere.

Essere in Intimità con sé stessi è riconoscersi in ogni piega dell’anima, è accettare la propria ambivalenza di essere luce e ombra, onda e particella, umani e divini.

Intimità è darsi, affidarsi, è accogliere in sé l’altro nel corpo, nella mente, nell’ anima.

É riconoscere l’altro in se, dargli spazio, farlo vivere di se.

Intimità e Coscienza: Intimo è il pensiero che intuisce sé stesso e rende consapevoli il riflettente da se, nella dualità possibile.

Si è intimi con chi si ama; l’intimità oltrepassa la soglia della separazione della morte.

L’ Intimità in Dio è totale abbandono, è l’affidarsi del neonato nelle braccia della madre, è il lasciarsi penetrare del femminile.

Intimo è il silenzio degli amanti dove la violenza del sacro parla nella frequenza di Dio.

L’Intimità nella meditazione silente sul cuore è essere connessi all’ eterno, oltre lo spazio/tempo; è sentire nel vuoto totale la presenza di Dio in noi come parte di sè.

Intimità e Pudore: l’intimità è protetta dal pudore che preserva il sacro in noi.

Intimità e sessualità in amore è conoscenza di sé nell’ altro e viceversa; è ritrovare l’Uno nella sacralità dei corpi, è gesto in penombra dove oscurità e luce, sono e non sono, coesistono e negli amanti si con-fondono.

Intimità al femminile nel sesso cavo che nasconde la porta della vita, accoglie chi genera e protegge nel buio l’inedito e lo nutre.

L’intimità è legame primario con la madre… è l’impossibilità di ritorno del femminile che non può colmare la sete del rientro se non nella maternità.

Intimo a sé stesso è colui/e che ha il coraggio di essere e vivere quello che è.